Come far durare il semipermanente
Un semipermanente fatto bene tiene tre settimane. Se si stacca prima, quasi sempre il motivo non è il prodotto: è qualcosa che succede nei giorni dopo. La buona notizia è che sono tutte cose su cui puoi intervenire.
Le tre abitudini che lo rovinano
Usare le unghie come attrezzi. Aprire lattine, staccare etichette, grattare via un adesivo: il colpo non si vede subito, ma solleva il bordo. Da lì in poi si infila l’acqua e il gioco è fatto.
Mani a mollo a lungo. Detersivi, ammollo dei piatti, prodotti aggressivi: usa i guanti. Non è una fissazione da manicure, è la differenza tra due e quattro settimane.
Staccarlo quando inizia a sollevarsi. È la tentazione più forte e il danno peggiore: insieme al colore viene via un pezzo di unghia naturale, che poi resta sottile per mesi. Se si è alzato un angolo, si passa in studio, anche solo per cinque minuti.
Cosa fare invece
- Olio per cuticole ogni sera. Costa poco e cambia davvero le cose: l’unghia idratata è meno rigida, si flette invece di crepare.
- Lima al primo accenno di spigolo, sempre nella stessa direzione, senza andare avanti e indietro.
- Le prime due ore vacci piano: il colore è indurito, ma le impronte profonde si fanno ancora.
Il punto che nessuno dice
Il semipermanente non rovina l’unghia. A rovinarla sono la rimozione fatta di fretta a casa e la mano troppo pesante quando si prepara la superficie. Fatto e tolto come si deve, l’unghia sotto è la stessa di prima: se dopo una rimozione la senti sottile e opaca, il problema era lì, non nel prodotto.
In pratica
Guanti quando lavi, olio la sera, e nessun fai-da-te quando si solleva. Se vuoi qualcosa che regga di più senza pensarci, valuta la ricostruzione: è più resistente e si rinnova col refill.